Il Terzo Accordo “Non supporre nulla”

Il terzo accordo presente nel libro “I Quattro Accordi” di Miguel Ruiz è “Non supporre nulla”.

Nel nostro modo di pensare il confine tra i fatti e le opinioni è estremamente labile e molto spesso trasformiamo inconsapevolmente queste ultime in quelli che noi crediamo essere fatti incontrovertibili.

Immaginate di camminare per strada e che una persona che conoscete arrivi in senso opposto a voi ed invece di salutarvi tiri dritto senza farvi alcun cenno. Immediatamente pensereste che è davvero un maleducato e che l’ha fatto di proposito oppure comincereste ad andare a ritroso nel tempo pensando se gli aveste fatto qualche torto per il quale vi abbia tolto il saluto o fareste chissà quale altra considerazione. In ogni caso vi rimarrebbe questo tarlo, questa emozione negativa verso di lui, se foste convinti che sia un cafone, o verso voi stessi se il senso di colpa vi facesse pensare che sicuramente in qualche modo a voi sconosciuto lo aveste offeso. Eppure la verità (quindi il fatto e non l’opinione che voi vi siete costruiti su un fatto) potrebbe essere che quella persona quel giorno aveva dimenticato a casa gli occhiali o non avesse le lenti a contatto e semplicemente non vi aveva visto oppure aveva appena ricevuto una telefonata improvvisa e grave da parte di un familiare e stava correndo a casa e che fosse quindi completamente assorbito nei suoi pensieri da ciò che gli era appena stato comunicato e, allo stesso modo, non abbia riconosciuto il vostro volto.

Vale la pena creare una serie di supposizioni su dei fatti dando ad esse stesse il valore di un fatto? È sano che a causa di queste opinioni si crei del disagio o del malessere dentro di noi?  Per nostra natura abbiamo bisogno di dare delle spiegazioni a ciò che non sappiamo, necessitiamo di essere rassicurati da una interpretazione logica verso ciò che ci è ignoto e per questa ragione il nostro cervello va a pescare dal cassetto delle nostre esperienze (che sono per forza di cose limitate) per creare una definizione che abbia un senso.

Il modo migliore per liberarsi da questo fardello è quello della comunicazione semplice, aperta, chiara e trasparente. Domandiamo senza pregiudizio ed in maniera onesta sapendo che il nostro interlocutore può legittimamente rispondere o meno. Cercare la verità dei fatti anziché costruire un castello fatto di supposizioni ed opinioni è in ogni caso la strada che conduce verso la libertà personale.


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