Road rage: un fenomeno d’attualità

Cos’è la “road rage”? È un comportamento particolarmente aggressivo e rabbioso da parte di un automobilista che sfocia in insulti verbali, gesti maleducati, minacce e guida pericolosa nei confronti di un altro automobilista colpevole, a suo dire, di avergli fatto qualcosa di scorretto, fino ad arrivare (come si è purtroppo visto di recente nel caso di un guidatore di van ai danni di una coppia in motocicletta in val Susa) all’omicidio.

Si inizia a parlare di road rage circa trent’anni fa a Los Angeles a causa di una scia di fatti di cronaca tutti assimilati dalla stella scintilla che si sono susseguiti sulle strade della città e diventa poi una definizione comune per identificare questo fenomeno.

Perché si manifesta e chi ne viene colpito? Accade a chi ha un deficit di autostima e teme che il mondo ce l’abbia con lui (o lei, anche se estremamente più raro), teme di non essere preso in considerazione dagli altri (bisogno di riconoscimento) e si sente in dovere di reagire per mostrare di non essere un debole.

Come disinnescare questo comportamento? Da parte del soggetto stesso, a prescindere dall’attenzione verso la mancanza di autostima e il bisogno di riconoscimento di cui sopra, realizzando in maniera razionale che l’oggetto delle sue attenzioni violente non ce l’ha realmente con lui persona ma semplicemente è un maleducato, il suo comportamento era giustificato da una reale necessità oppure che chi ha fatto qualcosa di sbagliato al volante è stato proprio colui che ha avuto l’attacco di road rage e l’altro ha sentito la necessità di protestare.

Lo psicologo Lucio della Seta racconta in un suo libro di un caso in cui la rabbia è stata disinnescata dalla moglie a fianco dell’automobilista che, stufa del suo modo di fare e dell’inutilità delle sue richieste o preghiere a smetterla che non facevano altro se non acuire la collera del marito ha iniziato ad istigarlo e a incoraggiarlo in maniera parossistica ad “ammazzare” il presunto nemico; il coniuge in questo modo “paradossale” è diventato consapevole dell’assurdità della sua condotta.


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