Sappiamo dire “No”?

Da bambini (rieccoci con la storia che da piccoli apprendiamo i comportamenti che ci trascineremo per la vita!) ci insegnano ad essere educati, amabili e servizievoli nei confronti del prossimo, da adulti ci dicono, per esempio, che “Il cliente ha sempre ragione” e che dobbiamo essere disponibili; cosa succede quindi quando ci viene fatta una richiesta alla quale vorremmo dire di no ma diciamo invece il contrario?

Anteponiamo le necessità altrui alle nostre per paura di non essere amati e compresi rinunciando così alle nostre priorità ed ai nostri interessi, diciamo di sì non tanto per essere realmente di aiuto ma per il bisogno di essere accettati e riconosciuti, lasciando però che rimanga in noi un sottile senso di inadeguatezza per essere venuti a patti con noi stessi.

Inoltre rischiamo di non essere in grado di portare a termine tutto ciò che abbiamo promesso di fare proprio perché, non avendo stabilito a chi dire sì o no, abbiamo accumulato un gran numero di compiti e proveremo risentimento nei confronti di chi ci ha caricato di queste gravose incombenze e con noi stessi per non essere stati in grado di decidere cosa andasse fatto.

Dire “No” in forma adeguata e onesta ed allo stesso modo accettare di ricevere un no alle nostre richieste apre le porte alla sincerità e all’autenticità nelle relazioni e ad una migliore capacità di accettazione del prossimo.

Ed ora a chi (e come) diremo il nostro prossimo “No”?


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